È la specialità medico-chirurgica che si occupa dell’apparato osteo-articolare. Gli specialisti di questa disciplina sono in grado di diagnosticare e soprattutto di consigliare e attuare le terapie più appropriate per la patologia in atto, inclusa la chirurgia.
Traumi, distorsioni, fratture, lesioni muscolari, degenerazioni articolari sono tra i più comuni problemi ortopedici.
Gli specialisti di Dinamica Medica sono in grado di consigliare e guidare i pazienti attraverso percorsi terapeutici anche complessi e delicati.
L’anca è una delle articolazioni più importanti del corpo: sostiene il peso, consente il cammino, partecipa alla postura (è lo snodo tra il bacino e il femore) e rende possibili molti dei movimenti della vita quotidiana. Quando compare dolore all’anca, rigidità o difficoltà nei movimenti, è fondamentale distinguere la causa del problema, perché dietro un sintomo apparentemente simile possono esserci condizioni molto diverse tra loro.
Nel nostro ambulatorio ci occupiamo della diagnosi e del trattamento delle principali patologie dell’anca, sia nei pazienti giovani sia nei meno giovani. Nel soggetto giovane il dolore può essere legato a problematiche meccaniche e strutturali come conflitto femoro-acetabolare, displasia dell’anca, lesioni del labbro acetabolare o sovraccarichi muscolo-tendinei. In questi casi una valutazione specialistica accurata permette di capire se il disturbo possa essere trattato in modo conservativo oppure se esistano indicazioni per procedure chirurgiche mirate, anche di tipo artroscopico.
Nel paziente adulto e soprattutto dopo i 50 anni, la patologia più frequente è l’artrosi dell’anca. L’usura progressiva dell’articolazione può provocare dolore inguinale, limitazione funzionale, zoppia e riduzione della qualità di vita. Il trattamento non è sempre chirurgico: nella maggior parte dei casi si inizia con un percorso conservativo basato su visita specialistica, fisioterapia mirata, controllo del dolore, miglioramento della mobilità e gestione dei carichi. Quando però il danno articolare è avanzato e i sintomi compromettono in modo significativo la qualità della vita quotidiana, la protesi d’anca rappresenta una soluzione efficace.
Il dottor Manzini si occupa di chirurgia protesica dell’anca, con attenzione alla scelta dell’indicazione chirurgica, alla pianificazione preoperatoria e alla personalizzazione dell’approccio. Oggi si parla spesso di chirurgia mini-invasiva, ma il vero obiettivo non è inseguire uno slogan: è scegliere la tecnica più adatta al singolo paziente, nel modo più sicuro ed efficace possibile. Proprio per questo riteniamo importante valutare caso per caso età, anatomia, qualità ossea, livello di attività e aspettative funzionali.
Il dottor Manzini segue inoltre i pazienti che presentano problematiche più complesse, come le complicanze o l’usura di una protesi impiantata in passato, affrontando quando necessario anche il tema della chirurgia di revisione. In ogni fase del percorso, dall’inquadramento diagnostico fino al trattamento, il nostro obiettivo è offrire una valutazione chiara, realistica e personalizzata, cercando sempre la soluzione più appropriata e non necessariamente la più invasiva.
Il ginocchio è un’articolazione complessa, sottoposta ogni giorno a carichi elevati e a continue sollecitazioni. Per questo può andare incontro a problemi molto diversi, dall’usura cronica alle lesioni traumatiche, dalle alterazioni dell’asse (ginocchio varo o valgo) ai disturbi tendinei e rotulei. Una corretta valutazione ortopedica è essenziale per individuare l’origine del dolore e impostare il trattamento più adatto.
Nel nostro ambulatorio ci occupiamo delle principali patologie del ginocchio nell’adulto, nello sportivo e nel paziente anziano. Nell’età più avanzata una delle condizioni più frequenti è l’artrosi, che può manifestarsi con dolore, rigidità, gonfiore e progressiva limitazione funzionale. Anche in questo caso il percorso terapeutico non coincide automaticamente con l’intervento: il primo passo è spesso un trattamento conservativo, con fisioterapia, miglioramento della funzione muscolare, gestione del peso corporeo quando necessario e terapie infiltrative selezionate.
Quando l’artrosi è avanzata e il dolore diventa invalidante nonostante i trattamenti conservativi, la chirurgia protesica può offrire un recupero importante in termini di qualità di vita. La valutazione specialistica serve però anche a capire quando non è ancora il momento della protesi. In alcuni pazienti, soprattutto più giovani o con usura localizzata associata a un asse alterato dell’arto, possono esserci indicazioni per procedure correttive come le osteotomie, che mirano a redistribuire i carichi e a rallentare l’evoluzione del danno articolare.
Nel paziente giovane o sportivo, invece, il ginocchio è spesso sede di lesioni traumatiche o da sovraccarico. Tra le problematiche più comuni vi sono le lesioni del legamento crociato anteriore, le lesioni meniscali, i danni ai legamenti collaterali, l’instabilità rotulea, il dolore femoro-rotuleo e le tendinopatie. In questi casi il punto decisivo è evitare semplificazioni: non tutto ciò che si vede alla risonanza va operato, e non tutti i dolori anteriori di ginocchio hanno la stessa origine. Per questo diamo molta importanza all’esame clinico, alla storia del paziente, al tipo di attività svolta e agli obiettivi funzionali reali.
Quando possibile privilegiamo il trattamento conservativo; quando la chirurgia è indicata, la proponiamo solo dopo aver definito con chiarezza il problema, i benefici attesi e i limiti realistici del percorso.
Negli ultimi anni la medicina rigenerativa ha assunto un ruolo sempre più rilevante anche in ortopedia. Si tratta di un insieme di metodiche che cercano di sfruttare le capacità biologiche dell’organismo per favorire la riparazione dei tessuti e modulare dolore e infiammazione in alcune patologie selezionate. È però importante chiarire subito un punto: medicina rigenerativa non significa “miracolo” né alternativa universale alla chirurgia. Significa piuttosto valutare, nei casi appropriati, se esistano strumenti biologici utili da inserire in un percorso terapeutico serio e ben indicato.
Nel nostro ambulatorio utilizziamo e valutiamo le principali opzioni di medicina rigenerativa in ambito ortopedico, in particolare il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) e, in casi selezionati, metodiche basate su cellule staminali mesenchimali da tessuto adiposo.
Il PRP consiste nell’utilizzo di un concentrato ottenuto dal sangue del paziente stesso, ricco di piastrine e di fattori di crescita. In ortopedia può essere preso in considerazione in alcune tendinopatie, in certi quadri di sofferenza muscolare e in alcune patologie articolari, sempre dopo una valutazione clinica accurata. Non tutte le lesioni rispondono allo stesso modo e non tutti i pazienti sono candidati ideali: per questo è essenziale spiegare con onestà dove queste procedure possono avere senso e dove invece il beneficio atteso è limitato.
Le metodiche basate su cellule mesenchimali vengono prese in considerazione soprattutto in alcuni casi selezionati di danno cartilagineo o degenerazione articolare iniziale. Anche qui il punto chiave è la selezione del paziente: età, stadio della patologia, aspettative, livello di attività e presenza di deformità o instabilità articolari possono cambiare completamente l’indicazione.
La nostra filosofia è usare la medicina rigenerativa con serietà e misura, evitando sia lo scetticismo preconcetto sia l’entusiasmo commerciale. Non proponiamo queste terapie come scorciatoia, ma come possibile parte di un percorso più ampio che può includere esercizio terapeutico, fisioterapia, correzione dei sovraccarichi, monitoraggio clinico e, quando necessario, chirurgia. In altre parole, la medicina rigenerativa può essere una risorsa utile, ma solo se inserita nel contesto giusto e spiegata al paziente con chiarezza, realismo e correttezza.
Le patologie pediatriche che interessano la colonna vertebrale sono molteplici. La più frequente è la scoliosi. Esistono diverse forme di scoliosi classificate secondo la causa scatenante, di queste, la forma più comune è la scoliosi idiopatica (di cui la causa non è nota). La scoliosi idiopatica ha una prevalenza maggiore nelle ragazze, si manifesta maggiormente durante la pubertà e può andare incontro a un rapido peggioramento durante la crescita. Il ruolo del chirurgo vertebrale è fondamentale per riconoscere precocemente la scoliosi e impostare il corretto trattamento. Gli obiettivi del trattamento sono arrestare la progressione della scoliosi e possibilmente di correggerla, prevenire disturbi respiratori, prevenire/trattare il dolore (se presente) e migliorare l’aspetto estetico. Il trattamento conservativo si basa sull’utilizzo di corsetti e fisioterapia mirata.
La lombalgia (mal di schiena) più o meno associato a sciatalgia (dolore irradiato all’arto inferiore) può avere molteplici cause: discopatia degenerativa, ernia discale, patologia protrusiva, stenosi centrale, stenosi foraminale, sovraccarico zigoapofisario, sovraccarico sacro-iliaco, sovraccarico muscolare, deformità degenerativa, artrosi). Il ruolo del chirurgo vertebrale è identificare la causa scatenante e impostare il trattamento conservativo o chirurgico appropriato. Il trattamento conservativo prevede l’utilizzo di farmaci, terapie fisiche e riabilitative e terapie infiltrative.
La cervicalgia (dolore al collo) più o meno associato a brachialgia (dolore irradiato all’arto superiore) può avere molteplici cause: discopatia degenerativa, ernia discale, patologia protrusiva, stenosi centrale, stenosi foraminale, sovraccarico muscolare, artrosi). Il ruolo del chirurgo vertebrale è identificare la causa scatenante e impostare il trattamento conservativo o chirurgico appropriato. Il trattamento conservativo prevede l’utilizzo di farmaci, terapie fisiche e riabilitative e ossigeno-ozonoterapia.
La chirurgia della mano e del polso rappresenta una branca altamente specialistica dell’Ortopedia, in quanto comprende un ampio spettro di patologie che spaziano dell’ambito traumatico alla patologia malformativa, degenerativa e reumatologica. La mano è una struttura anatomiche di straordinaria complessità, fondamentale per l’interazione con l’ambiente circostante e per lo svolgimento delle attività quotidiane, dalle più semplici alle più articolate Numerose patologie, più o meno invalidanti, possono comprometterne la funzione; tra le più frequentemente trattate ricordiamo, solo per citarne alcune, la sindrome del tunnel carpale e il dito a scatto, le rizoartrosi o le artrosi del carpo, nonché il Morbo di Dupuytren. Il ruolo del chirurgo della mano consiste nell’identificare la problematica precocemente e definire un percorso terapeutico personalizzato sul paziente e orientato al miglior recupero funzionale. L’efficacia del trattamento, in chirurgia della mano, sia di tipo chirurgico, sia conservativo è indissolubilmente legata ad un adeguato e strutturato percorso fisioterapico.

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1981 si specializza in Ortopedia Traumatologia nel 1986 e in Medicina Legale e delle Assicurazioni nel 1990. nel 1991 consegue il Clinical Fellowship in Sports Medicine a San Antonio Texas.
Dal 2013 è Direttore del Dipartimento di Ortopedia degli Istituti Clinici Zucchi di Monza. In precedenza Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ortopedia dell’Ospedale di Giussano e di Carate, nonché Direttore del Dipartimento Funzionale Aziendale di Ortopedia, Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate.
Autore di numerose pubblicazioni e partecipazioni congressuali nazionali e internazionali. Nel corso della sua attività clinica ha eseguito oltre 30 mila interventi chirurgici con particolare riferimento alla Traumatologia Sportiva e chirurgia protesica.

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1993 e specializzato in Ortopedia e Traumatologia nel 1999. Attualmente Dirigente Medico con contratto Libero professionale presso Istituti Clinici Zucchi di Monza. In precedenza ha lavorato presso gli Ospedali di Giussano e Desio.
Autore di numerose pubblicazioni scientifiche e relazioni in convegni e congressi di ortopedia e Traumatologia.
Si occupa in particolare di chirurgia del ginocchio (protesi, osteotomie, ricostruzioni legamentose acute e croniche, artroscopie), di chirurgia dell’anca e di traumatologia.

La Dottoressa Maria Ludovica Pallotta è Ortopedico Traumatologo e Chirurgo Vertebrale. Svolge la sua attività libero professionale nelle sedi di Nigrisoli – Bologna e Villa Berica (GHC) – Vicenza. Inoltre, esercita come medico consulente presso l’Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio.

La Dottoressa Anna Brandolini si è laureata in Medicina e Chirurgia nel 2012 e ha conseguito la specializzazione in Ortopedia e Traumatologia nel 2018.
Fin dall’inizio del suo percorso professionale si è dedicata alla Chirurgia della Mano maturando esperienze lavorative e formative presso centri di riferimento come Modena e Varese.
Attualmente opera presso la Asst Lariana nelle sedi di Cantù e Como, dove si occupa della diagnosi e del trattamento delle principali patologie della mano e del polso.
Le visite specialistiche di Ortopedia e Traumatologia vengono svolte anche in convenzione con U.O.C. di Ortopedia e Traumatologia dell’ Ospedale di Garbagnate, ASST RHODENSE.
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